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La rinascita del porto di Palermo con Pasqualino Monti: investimenti per 600 milioni e un boom di crocieristi

Palermo, 20 dicembre 2024 – Il porto di Palermo ha vissuto una vera e propria trasformazione negli ultimi sette anni, grazie alla guida di Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Con investimenti che hanno superato i 600 milioni di euro, il traffico crocieristico è più che raddoppiato: dai 400.000 croceristi del 2017 si prevede che alla fine dell’anno si raggiungano 1,1 milioni. Un cambiamento significativo, che Monti riassume così: “Il Pil dell’Authority è cresciuto di 45 volte, e solo lo scorso anno abbiamo generato un utile di 27 milioni su un volume d’affari di 700 milioni.”
Ma il bilancio di Monti non si ferma ai numeri: “Abbiamo ricostruito l’infrastruttura portuale, puntando su opere di grande rilevanza, dalla creazione di terminal efficienti alla valorizzazione delle strutture ricettive.” Il porto oggi non è più un luogo separato dalla città, ma un “luogo vivo” che “dialoga con la comunità” e “con il Mediterraneo e il mondo”. Questo cambiamento è stato visibile soprattutto con il progetto del Molo Trapezoidale, dove è stato realizzato il Palermo Marina Yachting, un’area che ha trasformato un angolo di degrado in un polo di sviluppo.
La gestione di Monti ha coinvolto e unito diverse forze politiche, da Leoluca Orlando a Renato Schifani, portando a un’ulteriore riqualificazione dell’area portuale. Grazie agli investimenti in infrastrutture, sono stati creati cinque terminal in quattro porti siciliani, tra cui un terminal per aliscafi e crociere a Palermo, insieme a un molo che ora può ospitare fino a 14 mega yacht.
“Questa trasformazione non è solo un’operazione infrastrutturale, ma un cambiamento nell’identità della città. Il porto non è più un’entità isolata ma parte integrante del tessuto urbano”, spiega Monti. E i risultati sono tangibili anche nei numeri: oltre un miliardo di euro di investimenti, di cui 600 milioni destinati a Palermo, con la demolizione di edifici fatiscenti per 30.000 metri cubi, dragaggi per 30 milioni di euro e il recupero di 50.000 metri quadrati di aree portuali.
Monti non si ferma e guarda al futuro: “Il nostro porto può arrivare a un traffico di due milioni di crocieristi. Il mercato cresce e la domanda è in aumento. Ci sono ancora enormi potenzialità da sfruttare.” E con la riqualificazione del Molo Sud, in programma nuove strutture e percorsi ciclo-pedonali, il progetto del porto di Palermo diventa sempre più integrato con la città e la sua offerta turistica.
La sfida ora è continuare su questa strada, affinché Palermo possa continuare a crescere come punto di riferimento per il Mediterraneo, con un porto che non solo accoglie, ma ispira nuove possibilità per il futuro.
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I porti della provincia di Trapani: sviluppo e prospettive future

I porti delle città della provincia di Trapani si trovano a vivere momenti diversi del loro sviluppo, con situazioni che variano in base agli investimenti, alle infrastrutture e ai progetti in corso. Se il porto di Trapani mantiene il primato come la più grande e sviluppata infrastruttura del territorio, grazie agli interventi promossi dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia Occidentale, anche il porto di Mazara del Vallo sta proseguendo il suo processo di sviluppo, con importanti novità previste per la prossima stagione turistica.
Per quanto riguarda Marsala, il porto è ancora in attesa della progettazione completa, che dovrà poi essere seguita dalla definizione dell’iter per il finanziamento e l’apertura del bando per i lavori. Sul fronte di Castellammare del Golfo e di Bonagia, frazione balneare di Valderice, nelle scorse settimane è intervenuto il deputato regionale trapanese Dario Safina, che ha recentemente presentato un’interpellanza al presidente della Regione, Renato Schifani, e all’assessore alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, per sollecitare azioni concrete per il rilancio di queste infrastrutture.
Porto di Trapani: lavori di dragaggio in corso
Al porto di Trapani, i lavori di dragaggio, avviati lo scorso ottobre, proseguono con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dell’ingresso e dell’ormeggio delle navi. Gli interventi, che interessano l’imbocco e l’intero canale di accesso alle aree di attracco per traghetti, passeggeri e merci, comprendono anche la zona centro-orientale del porto, dal molo Ronciglio e molo Sanità fino all’inizio del terminal aliscafi. L’obiettivo è garantire una profondità di -11 e -10 metri, aumentando così la sicurezza e la capacità operativa del porto.
Il progetto, finanziato con 67,5 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è stato affidato a un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto da RCM Costruzioni Srl, Società Italiana Dragaggi S.p.A. e Tecnobuilding S.r.l. I lavori dovrebbero concludersi entro 600 giorni, contribuendo così al rafforzamento della posizione del porto di Trapani come hub cruciale per la Sicilia occidentale.
Porto di Mazara – Dopo anni di attesa, anche Mazara ha avviato i lavori di dragaggio del Porto Canale, un intervento che migliorerà la navigabilità per pescherecci e imbarcazioni. Questi lavori, che proseguiranno nei prossimi mesi, aprono nuove prospettive per il più grande porto peschereccio d’Italia. Il porto di Mazara, che ha sempre avuto una forte vocazione per la pesca, sta ora puntando a diventare un centro d’interesse nel mercato crocieristico siciliano. Sono previsti 13 scali crocieristici che porteranno migliaia di turisti nella città. La sua posizione strategica e il potenziale turistico offrono nuove opportunità di sviluppo economico per la zona. Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C. S.r.l., società con lunga esperienza nel settore crocieristico, ha espresso soddisfazione per il riscontro positivo da parte degli armatori e si augura un continuo incremento delle visite crocieristiche. Tra le navi previste per il 2024 ci sono la “Clio”, la “Corinthian” e la “Sh Diana”, ma altre compagnie crocieristiche stanno già considerando Mazara come tappa nei loro itinerari.
Porto di Marsala – Nel frattempo, il sindaco di Marsala, Massimo Grillo, ha ribadito l’importanza di inserire il porto di Marsala nell’Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Occidentale, una mossa che consentirebbe di integrare la città in una rete portuale più ampia e di beneficiare degli investimenti necessari. Grillo ha confermato che a breve sarà consegnato il progetto esecutivo, redatto da un raggruppamento di professionisti tra cui Modimar, Technital, Modimar Project, React e IG&P. Il deputato regionale Stefano Pellegrino ha sottolineato che la Regione ha già stanziato i fondi necessari per la progettazione definitiva, e una volta completato questo passaggio, i lavori effettivi potranno finalmente iniziare.
Porto di Castellammare – A proposito dei lavori nei porti siciliani, Safina ha fornito un aggiornamento sulla situazione di Castellammare. È stato bandito un appalto integrato, e il contratto è stato firmato, ma i lavori non sono ancora iniziati a causa di ritardi da parte dell’impresa aggiudicataria. Sebbene l’importo inizialmente previsto per i lavori fosse di circa 10 milioni di euro, un’analisi approfondita ha rivelato che per completare l’intervento, che include il rafforzamento della difesa a mare e la conclusione della parte finale del pennello, sono necessari almeno 15 milioni di euro. Safina ha sollecitato l’intervento del governo regionale per avviare i lavori e individuare ulteriori risorse tramite i Fondi di Sviluppo e Coesione, dati l’importanza strategica di questo porto.
Porto di Bonagia – La situazione del Porto di Bonagia è particolarmente complessa. I 31 milioni di euro previsti per il progetto non saranno sufficienti, considerando l’aggiornamento dei costi e le necessità di adeguamento del progetto. Inoltre, i 265 mila euro destinati agli studi di valutazione ambientale (VIA/VAS) non sono stati correttamente assegnati al dipartimento competente, creando un ulteriore ostacolo. Safina ha avvertito che, a causa di questi ritardi, potrebbe essere difficile accedere ai Fondi di Sviluppo e Coesione, compromettendo gli sforzi compiuti finora. Recentemente, il porto ha visto interventi di ripristino dell’operatività dello scalo di alaggio, che era diventato impraticabile a causa dell’accumulo di posidonia.
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Palermo: completato l’intervento sulle banchine Vittorio Veneto e Santa Lucia sud
PALERMO, 23 MARZO 2024 – L’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale comunica che, con largo anticipo rispetto ai tempi previsti, sono stati completati i lavori di consolidamento e messa in sicurezza delle banchine Vittorio Veneto sud e Santa Lucia sud nel porto di Palermo. Le due banchine, costruite nei primi anni del Novecento, sono rispettivamente lunghe 305 e 297 metri.
Questo intervento è stato realizzato nell’ambito delle azioni promosse dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale per migliorare la funzionalità e la sicurezza del porto, rispondendo anche alle nuove esigenze derivanti dall’aumento significativo del traffico crocieristico e dall’ingresso di navi da crociera di dimensioni sempre maggiori.
L’intervento ha avuto un costo complessivo di 30 milioni di euro e rappresenta uno dei primi progetti conclusi grazie al finanziamento del Piano Nazionale Complementare al PNRR, che integra, con risorse nazionali, specifiche azioni previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Prima dell’esecuzione dei lavori, entrambe le banchine presentavano problemi di stabilità, e la banchina Vittorio Veneto era stata addirittura chiusa al traffico portuale. Il progetto ha previsto una completa riqualificazione delle due strutture, adattandole alle nuove necessità operative e alle dimensioni sempre più grandi delle navi da crociera. Le banchine sono state consolidate, risolvendo definitivamente le problematiche legate a cavità e sgrottamenti, e adeguate ai nuovi fondali, che ora raggiungono i -12,00 metri sotto il livello del mare, come previsto per il bacino antistante.Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti, ha commentato positivamente l’efficienza dei lavori e i tempi di realizzazione: “Siamo un’Autorità Portuale che ha dimostrato grande rapidità nell’esecuzione delle opere. Per noi il PNRR ha rappresentato un’opportunità di finanziamento che si inserisce perfettamente nel piano industriale avviato a metà del 2018. Siamo soddisfatti non solo per aver completato e collaudato questa importante opera, ma anche per averlo fatto ben prima dei tempi previsti. Grazie al Fondo Complementare, abbiamo anche finanziato il consolidamento del molo Piave, che termineremo con largo anticipo già nel prossimo mese di giugno. Con i fondi PNRR, stiamo anche portando avanti il progetto di riqualificazione del porticciolo dell’Acquasanta, già affidato alla ditta vincitrice della gara, e dell’Arenella, attualmente in fase di appalto. Inoltre, stiamo proseguendo con l’elettrificazione delle banchine, il cosiddetto cold ironing, nei porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle”.
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MSC e Costa gestiranno i terminal crocieristici della Sicilia occidentale: firma oggi a Palermo
Palermo, 19 dicembre 2019 – Oggi è stato firmato il decreto che affida a MSC Crociere e Costa Crociere la concessione per la gestione dei terminal crocieristici nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. L’accordo è stato ufficializzato durante la conferenza “Noi, il Mediterraneo”, che si è svolta a Villa Tasca, a Palermo. Alla firma erano presenti Pier Francesco Vago, AD di MSC Cruises, Beniamino Maltese, presidente di Costa Crociere, e Pasqualino Monti, presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia. La proposta della joint venture MSC-Costa è stata preferita rispetto a quella di Port Operation Holding Srl/Global Ports Melita Limited.
Durante l’incontro, sono stati anche presentati alcuni dati significativi provenienti dallo studio Risposte al Turismo, che ha analizzato l’impatto del traffico crocieristico sui porti della Sicilia occidentale. I dati mostrano che nel 2019, i porti siciliani hanno registrato circa 600.000 passeggeri, con una spesa complessiva di quasi 23 milioni di euro a terra, pari a circa 40 euro a persona. Inoltre, le compagnie di crociera hanno speso 3,5 milioni di euro nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale, cifra che non include i costi per le escursioni a terra, già considerati nella spesa dei crocieristi. Sommando tutte le voci, la spesa totale diretta generata dal fenomeno crocieristico nell’anno in corso è stimata in quasi 29 milioni di euro.
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Accordo MSC-Costa per la gestione dei terminal crociere della Sicilia occidentale
Palermo, 23 novembre 2019 – MSC Cruises S.A. e Costa Crociere S.p.A. sono stati scelti per gestire i terminal crocieristici nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. La decisione è stata presa oggi da una commissione, che ha preferito la proposta della joint venture MSC-Costa a quella presentata da Port Operation Holding Srl/Global Ports Melita Limited. L’iter per il rilascio della concessione è ancora in corso.
Pasqualino Monti, presidente dell’AdSP, ha commentato: “Siamo entusiasti che le principali compagnie armatoriali che investono da tempo nel porto di Palermo si occupino ora anche della gestione dei nostri terminal. Questa è una vera e propria svolta, che contribuirà allo sviluppo del turismo crocieristico nei nostri porti, con numeri che solo pochi mesi fa sembravano impensabili. Ciò porterà anche a una significativa ricaduta occupazionale e a un servizio di livello internazionale. Oggi, il merito va all’Autorità Portuale, che è riuscita a realizzare imponenti opere infrastrutturali in tempi rapidi, mentre promuove efficacemente le sue strutture sui mercati nazionali e internazionali”.
Monti ha aggiunto: “Questa è una giornata storica per la Sicilia, ma anche per l’Italia intera. Sono certo che, con l’arrivo di Royal Caribbean, che a breve inizierà a fare scalo nei nostri porti con le sue navi di maggiore stazza, l’attuale consorzio potrà espandersi, includendo così le tre principali compagnie crocieristiche al mondo”.
L’accordo sarà ufficialmente firmato durante la conferenza “Noi, il Mediterraneo”, prevista per il 19 dicembre, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Paola De Micheli.
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Cento milioni in arrivo sui porti di Palermo, Termini Imerese e Trapani
Palermo, 19 marzo 2019 – Un investimento superiore ai cento milioni di euro è previsto per i porti di Palermo, Termini Imerese e Trapani, per sbloccare i lavori di dragaggio e messa in sicurezza delle infrastrutture. L’annuncio è stato fatto oggi dal viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, che, insieme al presidente dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale Pasqualino Monti, ha presentato i cantieri inseriti nel Pon 2014-2020, già approvati dal tavolo centrale di coordinamento del ministero.
“Non tutte le autorità portuali sono così vitali come quella della Sicilia occidentale”, ha dichiarato Rixi, sottolineando l’importanza degli investimenti che si inseriscono in una strategia mirata a rendere la Sicilia un hub crocieristico di riferimento. “La Regione cresce, ma ci sono ampi margini di miglioramento. Dobbiamo potenziare i collegamenti via mare e puntare sulla cantieristica, portando a Palermo commesse importanti”, ha aggiunto. Il viceministro ha anche accennato alla futura visita a Palermo del presidente cinese Xi Jinping, per la quale, secondo le indiscrezioni, i cinesi sarebbero più interessati a investimenti di altro tipo rispetto ai porti, ma ha ribadito che “la Sicilia non è terra di conquista. Siamo noi a dettare le regole”. Rixi ha concluso sottolineando che la Sicilia è oggi più centrale che mai nel Mediterraneo e rappresenta un’opportunità nell’ambito della Via della Seta.
I cantieri presentati oggi includono i lavori di dragaggio del bacino Crispi 3 a Palermo (39,3 milioni di euro), il dragaggio e il completamento del moro foraneo di sopraflutto a Termini Imerese (35 milioni), e il dragaggio e ripristino dei fondali a Trapani (20 milioni, con convenzione da firmare in seguito). “In totale, parliamo di 102 milioni di euro già finanziati grazie a convenzioni firmate con il ministero e l’Europa”, ha dichiarato Monti. I lavori, oltre a migliorare l’accessibilità dei porti, sono fondamentali per attrarre grandi navi da crociera, come nel caso del Crispi 3, che vedrà i fondali adeguarsi per accogliere navi fino a 12 metri di profondità. In questo modo, si potrà attrarre anche i più grandi armatori. “Si tratta di un frutto di sinergia con il ministero dei Trasporti e la Regione”, ha spiegato Monti, che ha anche anticipato i piani per la riqualificazione del porto di Palermo, trasformando la parte sud in un’area destinata alle crociere e concentrando le merci a nord. “A Termini Imerese, i passeggeri e le merci coesisteranno, mentre a Trapani nascerà un nuovo terminal. Lo stesso accadrà a Porto Empedocle, dove sono già iniziati i lavori di progettazione”, ha aggiunto.
L’Autorità portuale della Sicilia occidentale conta anche su fondi europei del Transport Call 2018, che destineranno 750 mila euro alla progettazione esecutiva di terminal ro-ro e al miglioramento della connessione del porto di Palermo al corridoio scandinavo-mediterraneo. “Il governo segue con attenzione l’azione di Pasqualino Monti e dell’Autorità di sistema”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, aggiungendo che sono stati presentati altri 17 progetti finanziati con i fondi PAC, che aumenteranno la capacità attrattiva di Palermo.
Durante la conferenza stampa, si è parlato anche della situazione di Fincantieri: “Consideriamo Fincantieri la vera grande industria di Palermo e della Sicilia”, ha affermato Monti, sottolineando la necessità di restituire al cantiere le opere necessarie per farlo tornare a pieno regime, iniziando la costruzione di nuove unità navali.
Nel complesso, sotto la guida di Monti, l’Autorità portuale sta trasformando il volto dei porti siciliani. A Palermo, sono stati rivoluzionati la viabilità e gli spazi portuali, con l’abbattimento di silos e vecchi edifici. I numeri di merci e passeggeri sono in aumento, con un picco di croceristi che ha sfiorato i 600.000. Inoltre, un nuovo terminal ro-ro sorgerà al molo Piave, mentre un terminal aliscafi sostituirà le gru del Sammuzzo, vecchie strutture mai entrate in funzione. I porticcioli dell’Arenella e dell’Acquasanta sono in fase di rinascita, con i lavori a Sant’Erasmo già avviati, mentre la stazione marittima sta subendo un restyling. A Termini Imerese si registrano segnali di crescita nei traffici, dopo le difficoltà degli anni passati, mentre a Trapani, grazie alla compagnia Corsica Ferries, è stato avviato un collegamento con il sud della Francia, e da quest’anno saranno disponibili nuovi mezzi per raggiungere le isole Egadi.