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Palermo punta a diventare un hub navale strategico per il Mediterraneo
Palermo 26 settembre 2024 – Il nuovo bacino di carenaggio in costruzione a Palermo, il cui progetto è già in fase di realizzazione, avrà un impatto decisivo sul settore navale della città, creando un polo di eccellenza per la costruzione di grandi navi. Questa infrastruttura, che si inserisce nel piano di sviluppo del polo navale di Palermo gestito da Fincantieri, avrà un impatto positivo sull’occupazione, accrescendo la competitività del cantiere e consolidando il suo ruolo di riferimento a livello nazionale. Luca Lupi, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale (Adsp) della Sicilia Occidentale, conferma con entusiasmo le potenzialità di questa opera, parlando di un “percorso che trasformerà Palermo in un hub per il nuovo sistema portuale del Mediterraneo”.
Lupi spiega che Fincantieri ha previsto ulteriori investimenti per potenziare l’infrastruttura e incrementare l’occupazione, permettendo a molti lavoratori metalmeccanici, che attualmente operano nei cantieri del Nord Italia, di tornare a casa. Grazie ai 150 milioni di euro già stanziati tra fondi statali e regionali, il nuovo bacino di carenaggio contribuirà a rafforzare ulteriormente il cantiere di Palermo, che vanta una forza lavoro altamente qualificata e specializzata nella lavorazione dell’acciaio. “L’opera non solo garantirà migliaia di posti di lavoro nell’edilizia, ma avrà un grande impatto sull’economia locale, con un forte sviluppo anche per l’indotto”, sottolinea Lupi.
Il progetto di interfaccia porto-città: un volano per il turismo e l’economia locale
Parallelamente, l’Autorità di Sistema Portuale ha avviato un progetto di riqualificazione urbana volto a connettere meglio il porto con la città, un intervento che mira a valorizzare il waterfront di Palermo. “La rivitalizzazione dei lungomari e la creazione di spazi pubblici integrati con il porto rappresentano una grande opportunità per il turismo e la qualità della vita cittadina”, afferma Lupi. A breve, nel 2025, sarà completato il primo stralcio di questo progetto, che prevede una radicale trasformazione dell’area portuale e un miglioramento significativo della viabilità. La progettazione di questo intervento è stata realizzata attraverso un concorso internazionale, con un focus sul rinnovamento urbano sostenibile e la ricostruzione dell’identità marittima della città. “Sarà un nuovo punto di accesso per cittadini e turisti, che favorirà una maggiore fruibilità del mare e un miglioramento dell’accesso alla città”, spiega Lupi.
L’opera è finanziata con fondi europei attraverso il programma Connecting Europe Facility (CEF), uno degli strumenti principali dell’UE per promuovere la competitività industriale, la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Il progetto, dal costo complessivo di circa 40 milioni di euro, si inserisce in una strategia a lungo termine di valorizzazione del porto e della città.
Trapani: riammodernamento e rigenerazione urbana
Anche Trapani sta vivendo una fase di trasformazione. Lupi sottolinea come la città stia investendo in due settori cruciali: i dragaggi e la riqualificazione del waterfront. I dragaggi sono fondamentali per migliorare la sicurezza delle operazioni portuali, con interventi che riguardano l’imbocco del porto, il canale di ingresso e il terminal degli aliscafi, dove i fondali saranno approfonditi per garantire l’accesso a navi di maggiore stazza.
Il progetto di riqualificazione del waterfront trapanese ha un forte impatto sulla storia e sull’economia della città. “Si tratta di una vera e propria rigenerazione urbana”, afferma Lupi. “Il piano mira a eliminare il degrado, recuperare aree industriali dismesse e rilanciare settori economici chiave come la piccola cantieristica, la pesca e il mercato del pesce. Inoltre, la riqualificazione favorirà un miglioramento delle relazioni sociali e culturali, offrendo alla città nuove opportunità di crescita”.
I nuovi sviluppi per i porti siciliani: un ruolo sempre più centrale nel Mediterraneo
L’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulle reti di trasporto, che rafforza il posizionamento dei porti siciliani, segna un passo importante per la competitività dell’Italia nel Mediterraneo. Lupi osserva che con questo nuovo quadro normativo, l’Italia ha l’opportunità di riaffermare il proprio ruolo strategico nella regione, insieme ad altri paesi mediterranei come Grecia, Spagna e Francia. “Porto Empedocle, in particolare, è stato incluso nella rete core dell’UE, accanto ai porti di Palermo e Termini Imerese. Questo riconoscimento rafforza ulteriormente la posizione della Sicilia”, afferma Lupi.
La Sicilia, quindi, si prepara a diventare sempre più un punto di riferimento per il trasporto marittimo e la logistica internazionale. “Abbiamo già presentato diverse proposte progettuali alla Commissione Europea, in collaborazione con altri partner mediterranei, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dai finanziamenti europei”, conclude Lupi. “Nei prossimi anni, i porti della Sicilia occidentale avranno un ruolo sempre più centrale, sia in chiave nazionale che internazionale, e la partnership con altri scali portuali europei ne aumenterà la visibilità e la competitività”.
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Palermo lancia il concorso internazionale per il progetto di riqualificazione del waterfront urbano

Palermo, 10 settembre 2024 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo hanno pubblicato il bando per un concorso internazionale di idee volto alla progettazione di una porzione del waterfront urbano della città. L’obiettivo del progetto è promuovere una migliore integrazione tra le funzioni portuali e quelle urbane, dando nuova vita a un’area strategica della città.
L’area d’intervento è suddivisa in quattro ambiti progettuali distinti:
- Molo Sud: destinato alla nautica da diporto e ai club nautici.
- Foro Umberto I: un’area che deve valorizzare il paesaggio urbano in connessione con il mare.
- Sant’Erasmo: un ambito che prevede l’utilizzo del porto come spazio per attività sportive legate all’acqua.
- Parco della Foce: un’area che integra la natura come elemento progettuale per il paesaggio costiero e fluviale.
I partecipanti al concorso sono chiamati a sviluppare una proposta progettuale che rispetti le linee guida del bando, con l’obiettivo di identificare le soluzioni più innovative ed efficaci. Una commissione giudicatrice selezionerà le quattro migliori proposte, assegnando anche una menzione speciale a tre altrettante proposte meritevoli, alle quali verrà riconosciuto un rimborso spese di 5.000 euro ciascuna.
Il concorso prevede un montepremi complessivo di 165.000 euro, suddiviso come segue: 80.000 euro al primo classificato, 40.000 euro al secondo, 20.000 euro al terzo e 10.000 euro al quarto.
Un progetto per il futuro di Palermo
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pasqualino Monti, ha sottolineato l’importanza del concorso, affermando: «Palermo guarda al futuro, e lo fa proprio dal waterfront, restituendo alla città aree che in passato erano precluse. In questo modo, la dimensione del porto, che storicamente è stata separata dalla città, si trasforma in una nuova dimensione urbano-portuale».
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha aggiunto che «il fronte a mare è uno degli assi fondamentali del nuovo Piano Urbanistico Generale. È un’area che deve diventare un punto di riferimento per lo sviluppo della città, unendo il porto e la città in un unico sistema integrato».
Per l’assessore alla Rigenerazione Urbana, Maurizio Carta, «questo concorso rappresenta una parte importante di una strategia di rigenerazione e sviluppo per Palermo. Si tratta di un’opportunità unica per avviare una riflessione a livello internazionale su un’area preziosa che dialoga con due dei principali elementi identitari della città: il porto e il centro storico».
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Il porto di Sciacca passa all’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale: “È un momento storico”
Sciacca,9 luglio 2024 – Il Porto di Sciacca passa sotto la gestione dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale: “Un momento storico”, dice il sindaco Termine
Il porto di Sciacca è ufficialmente passato sotto la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, un passaggio che rappresenta una pietra miliare per la città. La notizia è stata annunciata con soddisfazione dal sindaco Fabio Termine e dall’assessore Francesco Dimino, che si trovano in visita a Palermo per celebrare questo importante traguardo. L’accordo è stato sancito con la firma di una convenzione tra l’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana e l’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale.
“Grazie al continuo impegno del deputato Michele Catanzaro, dell’ex vice sindaco Gianluca Fisco e dell’assessore Francesco Dimino, siamo riusciti a ottenere questo risultato che segnerà una svolta per il nostro porto”, ha dichiarato con entusiasmo l’amministrazione comunale.
Un passo storico per Sciacca
“Il passaggio del porto di Sciacca all’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale rappresenta un momento storico per la nostra città”, ha affermato il sindaco Fabio Termine. “Questo cambiamento porterà concreti benefici alla nostra comunità, aprendo nuove opportunità di sviluppo economico e permettendo un miglioramento significativo delle infrastrutture portuali. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per raggiungere questo importante obiettivo.”
L’assessore Francesco Dimino ha aggiunto: “La firma di questa convenzione segna una svolta epocale per il porto di Sciacca. Ora il nostro porto potrà contare sul supporto progettuale ed economico dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale, il che aprirà la porta a investimenti cruciali. Il settore della pesca e quello del turismo diportistico, in particolare, avranno nuove possibilità di crescita. In questi mesi abbiamo lavorato fianco a fianco con l’Autorità Portuale e abbiamo apprezzato la grande disponibilità e collaborazione dimostrate. Siamo fiduciosi che questo nuovo accordo segnerà l’inizio di un futuro prospero per Sciacca.”
Il futuro del porto: i prossimi passi
Il prossimo passo sarà un sopralluogo congiunto tra il Demanio Marittimo e l’Autorità Portuale per la firma del verbale di consegna, che segnerà ufficialmente il passaggio di gestione del porto.

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Per Monti: “non solo merci: l’energia è il nuovo motore dei porti”
Palermo, 29 maggio 2024 – “La sostenibilità non è un vincolo astratto, ma una risorsa fondamentale per affrontare le sfide che ci attendono”, afferma Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. “Nel settore della costruzione navale, il tema della sostenibilità è ormai al centro del dibattito. Gli armatori sono sempre più consapevoli dell’importanza di ridurre l’impatto ambientale delle loro flotte, e questa attenzione è palpabile ogni giorno. Grazie all’innovazione tecnologica e alla crescente responsabilità degli armatori, l’industria si sta evolvendo, diventando sempre più ecosostenibile”.
“In tutti i consessi associativi armatoriali, il tema centrale, rispetto all’industria della costruzione delle navi, è quello della sostenibilità del naviglio. L’attenzione degli armatori su questi temi è tangibile, si percepisce quotidianamente: la tecnologia dà una grande mano e il senso di responsabilità degli armatori va apprezzato”
Monti sottolinea l’importanza di estendere questo impegno non solo al settore navale, ma anche alle infrastrutture portuali. “Le infrastrutture a terra sono cruciali per la sostenibilità complessiva dei porti. A Palermo, abbiamo iniziato molto prima del PNRR con il progetto ‘Smart Port’, focalizzandoci sull’autosufficienza energetica dei nostri scali attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. Questo impegno ha riguardato i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, che all’epoca erano sotto la nostra giurisdizione, e ora si è esteso anche ai porti di Licata, Gela e Sciacca, che sono stati aggiunti successivamente”.
Un progetto di grande portata
Il progetto “Smart Port” ha portato alla creazione di un partenariato pubblico-privato con due grandi aziende del settore, con l’obiettivo di rendere i porti siciliani a emissioni zero entro il 2026-2028. Un investimento significativo di 22 milioni di euro su un arco temporale di ventidue anni. “Abbiamo messo in campo una strategia innovativa per costruire, in anticipo sui tempi, una vera e propria comunità energetica portuale. Ci siamo concentrati sullo sviluppo di impianti a fonti rinnovabili e sull’implementazione delle infrastrutture digitali necessarie per abilitare queste comunità energetiche”, spiega Monti. “Oggi, consideriamo i porti non solo come luoghi di transito, ma come veri e propri hub energetici, in grado di produrre e consumare energia in modo sostenibile”.
Il futuro energetico dei porti: un approccio sistemico
In merito alle azioni future per rendere il settore portuale ancora più “verde”, Monti è chiaro. “Spesso si parla di soluzioni parziali, come l’elettrificazione delle banchine, senza considerare il contesto più ampio. L’elettrificazione può essere utile a livello locale, ma non è la panacea per i problemi ambientali se l’energia che utilizziamo proviene ancora da fonti fossili. La vera soluzione è adottare una politica energetica nazionale che consideri l’intero sistema Paese. L’Italia ha bisogno di una strategia energetica che includa fonti rinnovabili, nucleare e altre soluzioni innovative, per diventare autosufficiente e ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili”, afferma il presidente dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale. “È arrivato il momento di smettere di fare promesse parziali e di affrontare la questione in modo serio e sistemico, come finalmente sembra stia accadendo”.
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Porto di Palermo: dal 1° luglio 2024 attivo il Port Community System (PCS)

Palermo, 28 maggio 2024 – A partire dal 1° luglio 2024, il Porto di Palermo adotterà ufficialmente il Port Community System (PCS), un sistema informatico che semplifica e velocizza la gestione delle operazioni portuali. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, con il supporto di Infoera – Circle Group, ha presentato oggi questa innovativa soluzione digitale alla comunità portuale, annunciando che l’uso del PCS diventerà obbligatorio per tutti gli operatori portuali.
Un sistema per semplificare le operazioni
Il PCS è un sistema informatico che gestisce il traffico di navi, mezzi e merci in porto, facilitando la comunicazione tra le varie autorità e operatori del settore, come le dogane, la Capitaneria di Porto e l’Istat. Grazie alla sua capacità di interagire automaticamente con i sistemi delle pubbliche amministrazioni, il PCS riduce la necessità di comunicazioni ripetitive e accelera i processi legati alla sicurezza, logistica e dogana. Questo si traduce in una maggiore efficienza per gli agenti, spedizionieri, autotrasportatori e le autorità coinvolte.
Un progetto sostenuto dal PNRR
L’adozione del PCS è stata possibile grazie a un finanziamento di 1 milione di euro ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito di un bando nazionale per lo sviluppo dei sistemi informatici portuali. Il progetto è iniziato con l’adozione del software SINFOMAR, già utilizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, e prevede una progressiva implementazione del sistema a Palermo, come parte della strategia di digitalizzazione dei porti italiani.
I vantaggi per il porto di Palermo
Luca Lupi, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, ha sottolineato come questo traguardo segni un importante passo verso la modernizzazione e la competitività del porto di Palermo. “Il PCS è un ulteriore passo verso l’innovazione tecnologica, che contribuirà a sviluppare la logistica e a rendere più efficienti le operazioni portuali”, ha dichiarato Lupi, ringraziando il team dell’AdSP per l’impegno nella realizzazione del progetto.
Donato Liguori, direttore della Direzione Generale per i porti del MIT, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti: “È un grande successo vedere come il sistema portuale italiano stia rispondendo agli obiettivi di digitalizzazione e interoperabilità, accelerando così la competitività del nostro Paese”.
Un percorso di collaborazione
Luca Abatello, presidente di Infoera e CEO di Circle Group, ha ricordato l’importanza della collaborazione tra le diverse autorità portuali e le aziende tecnologiche, sottolineando come il modello SINFOMAR sia stato un punto di partenza per la realizzazione del PCS a Palermo.
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Inaugurato a Miami il Seatrade Cruise Global: l’AdSP del Mare di Sicilia Occidentale premiata per l’incremento del traffico crocieristico
Miami, 10 aprile 2024 – Si è svolta ieri a Miami l’inaugurazione del Seatrade Cruise Global, la più grande fiera al mondo dedicata al settore crocieristico. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha preso parte all’evento all’interno dello stand “CruiseItaly”, organizzato da Assoporti e condiviso con le altre autorità portuali italiane. La cerimonia di apertura è stata inaugurata dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.
Durante la serata, il viceministro ha partecipato alla cerimonia di premiazione “Oscar dei porti”, dove l’AdSP del Mare di Sicilia Occidentale ha ricevuto un riconoscimento per i risultati ottenuti nell’incremento del traffico crocieristico. Il premio è stato ritirato dal segretario generale dell’AdSP, Luca Lupi, che ha sottolineato l’importanza del riconoscimento, attribuendo il merito a tutta la squadra dell’Autorità portuale e alla West Sicilia Gate, la società che gestisce i terminal del porto di Palermo.
Crescita continua per il porto di Palermo
Nel 2023, il porto di Palermo ha registrato quasi un milione di crocieristi, con 220 approdi. Per il 2024, si prevede un ulteriore aumento di circa l’8% nel numero di navi in arrivo. “Questo è un successo di squadra che coinvolge tutti i collaboratori dell’AdSP e la West Sicilia Gate. I numeri sono chiari: Palermo è diventato il quarto porto italiano per traffico crocieristico nel 2023 e, quest’anno, entrerà nel gruppo ristretto di scali che supereranno il milione di passeggeri”, ha commentato Lupi. “Il nostro impegno nell’infrastrutturazione e nella creazione di nuove strutture ricettive continuerà per supportare questa crescita.”
Rixi sulla riforma dei porti e il futuro della cantieristica
Nel suo intervento, il viceministro Edoardo Rixi ha toccato anche il tema della riforma dei porti in corso, sottolineando l’importanza di un approccio costruttivo e non ideologico. “Non voglio che il dibattito sulla riforma diventi un confronto politico. Il mare non ha appartenenza politica, è una risorsa vitale per il nostro paese”, ha dichiarato Rixi. “Il settore marittimo sta andando bene, ma c’è bisogno di rafforzare ulteriormente la filiera industriale e la cantieristica. Insieme a Fincantieri, stiamo lavorando su stabilimenti strategici come quelli di Palermo, Castellammare di Stabia e Ancona.”
Il viceministro ha anche sottolineato che, sebbene l’Italia abbia fatto progressi significativi negli ultimi anni, è fondamentale migliorare la sua reputazione a livello internazionale. “La Germania, pur non correndo più come un tempo, è ancora riconosciuta per la sua qualità e efficienza. L’Italia deve conquistarsi una reputazione simile, non può restare un’eterna aspirante”, ha concluso Rixi.
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Presentata la nuova interfaccia del porto di Palermo: progetto da 35 milioni
Palermo, 29 marzo 2021 – Oggi è stata presentata, nel corso di un webinar organizzato dall’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale guidata da Pasqualino Monti, l’opera chiamata “Interfaccia”, del valore di 35 milioni di euro.
Il progetto mira a ricucire la ferita tra il porto e la città di Palermo, realizzando una nuova interfaccia con passerelle, spazi verdi e aree funzionali che possano fungere da cerniera tra la città e la sua infrastruttura portuale. Il concorso di idee per questo progetto è stato bandito nel 2018 e vinto dallo Studio Valle 3.0.
Caratteristiche del Progetto

Il progetto “Interfaccia” comprende diversi elementi chiave:
- Nuovi spazi e immobili polifunzionali con servizi per migliorare l’accoglienza di passeggeri e camionisti, e le condizioni di lavoro degli operatori portuali.
- Sovrappassi e passerelle di collegamento con le stazioni di imbarco passeggeri, finalizzati a evitare la commistione tra traffico veicolare e pedonale.
- Nuove aree di parcheggio in grado di ospitare un numero significativo di veicoli pesanti e autovetture in attesa dell’imbarco, liberando la zona di via Crispi dal traffico congestionato.
- Sistemi di controllo e varchi per elevare il livello di sicurezza.
- Aree verdi per migliorare la vivibilità e la fruibilità degli spazi urbani e portuali.
Il progetto si sviluppa lungo via Crispi per circa 400 metri, su una superficie di circa 52.000 metri quadrati, compresa tra il Molo Santa Lucia e il Molo Vittorio Veneto, ed è coerente con il Piano Regolatore Portuale e il Piano Integrato di Trasformazione Portuale.
Emanuela Valle, architetto dello Studio Valle 3.0, ha dichiarato: “Si tratta di un progetto non eclatante, ma fondamentale per ricucire la città con il suo porto, rifunzionalizzando le attività portuali e urbane”.
Il progetto mira a migliorare l’ultimo miglio, quella zona mista tra porto e città che oggi è nettamente separata.
Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale di Palermo, ha spiegato: “Il progetto crea per la comunità un miglioramento dei tempi di attesa da e per il porto, del decoro urbano e della qualità della vita; una riduzione dei tempi di attesa all’imbarco e allo sbarco e della congestione prodotta dalle attività portuali e dalle interferenze con il traffico cittadino, e una riorganizzazione funzionale degli spazi”.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha espresso il suo apprezzamento: “Desidero esprimere grande apprezzamento per l’Autorità di Sistema Portuale, che ha ancora una volta dimostrato attenzione alla corretta interlocuzione istituzionale con le realtà locali, collaborando con i Comuni di Palermo, Trapani, Porto Empedocle e Termini Imerese per l’importante provvedimento del Piano Strategico”.
Il progetto “Interfaccia” rappresenta un importante passo avanti nella connessione tra la città di Palermo e il suo porto, migliorando infrastrutture, spazi urbani e la qualità della vita per i cittadini.
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Porto di Augusta: inaugurato il nuovo terminal container, un’opportunità per l’economia siciliana

8 marzo 2024 – Dopo venti anni di attesa, il Porto di Augusta celebra l’avvio del suo nuovo terminal container con l’arrivo della nave Michigan, un evento che segna un’importante svolta per il traffico marittimo e per l’economia siciliana. Antonio Pandolfo, CEO di Europea Servizi Terminalistici (EST), società che gestisce il terminal, ha definito questo traguardo come un’opportunità cruciale per lo sviluppo dell’intera isola: “L’arrivo del primo container è un segno tangibile di crescita e sviluppo non solo per Augusta, ma per tutte le imprese siciliane”, ha dichiarato.
Il trasferimento delle operazioni container da Catania ad Augusta, previsto e comunicato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, segna un momento storico: il porto di Augusta diventa il nuovo hub dedicato al traffico merci in container, mentre Catania guadagna più spazio per le attività turistiche. Un processo di razionalizzazione delle attività portuali che punta a valorizzare le potenzialità del sistema logistico siciliano.
Un porto con grandi ambizioni: capacità e progetti futuri
Il Porto di Augusta è al centro di un ambizioso progetto di potenziamento, che prevede investimenti per 24 milioni di euro. Il terminal container, che si estende su una superficie di 86.000 metri quadrati, è attrezzato con una banchina lunga 260 metri e un pescaggio che varia da 14,5 a 16,5 metri, permettendo l’accesso a navi di grandi dimensioni. Questo adeguamento infrastrutturale è fondamentale per consolidare Augusta come porto di riferimento per il traffico container nel Mediterraneo.
La realizzazione di questo terminal segna un cambiamento epocale per il porto, che ora si afferma come uno degli scali principali della Sicilia per la movimentazione delle merci. Il trasferimento delle attività container da Catania, che si concentrerà maggiormente sul settore turistico, è stato completato secondo i tempi previsti, confermando l’efficienza del piano strategico dell’Autorità di Sistema Portuale.
Sostenibilità e innovazione: i piani di sviluppo per il futuro
Il CEO di Europea Servizi Terminalistici, Antonio Pandolfo, ha condiviso i dettagli sui progetti futuri per il porto, con un focus sulla sostenibilità e sull’innovazione. “Al momento disponiamo di una gru da 150 tonnellate, ma entro la fine del 2024 ne arriveranno altre due”, ha spiegato Pandolfo. Oltre a questi miglioramenti tecnici, il terminal sarà equipaggiato con infrastrutture eco-sostenibili per garantire un impatto minimo sull’ambiente.
Sono previsti anche importanti investimenti per migliorare le strutture doganali del porto. “Il gate sarà completamente automatizzato nel corso dell’anno. Inoltre, stiamo sviluppando un’area coperta dedicata ai controlli doganali, con uffici che permetteranno di effettuare sette verifiche contemporaneamente”, ha aggiunto il CEO. Questi miglioramenti renderanno il Porto di Augusta ancora più competitivo e moderno, in grado di rispondere alle esigenze di una logistica sempre più digitalizzata e sostenibile.
MSC Sicilia: un passo importante per il commercio e l’export siciliano
Il gruppo MSC Sicilia, che ha contribuito attivamente al progetto di rilancio del Porto di Augusta, ha accolto con entusiasmo questo nuovo sviluppo. La Michigan, la prima nave container a fare scalo nel nuovo terminal, rappresenta un simbolo del potenziale che il trasferimento del traffico container da Catania ad Augusta potrà liberare. “Questa è una data storica per il porto e per l’economia della Sicilia”, ha dichiarato William Munzone, CEO di MSC Sicilia. “Le ricadute economiche saranno significative, creando nuove opportunità per l’export e generando dinamiche virtuose per le imprese del Sud-Est siciliano”.
Anche Munzone ha sottolineato come questo traguardo sia stato possibile grazie alla visione strategica del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Francesco Di Sarcina, e al forte impegno della Europea Servizi Terminalistici e del suo presidente, Antonio Pandolfo. “Siamo certi che il Porto di Augusta avrà un futuro radioso, e ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di un percorso di crescita che coinvolgerà tutta la Sicilia”, ha concluso Munzone.
Conclusioni: una nuova era per il Porto di Augusta
Con l’inaugurazione del nuovo terminal container, il Porto di Augusta entra in una nuova fase di sviluppo che promette di rilanciare l’economia dell’intera Sicilia. Grazie a investimenti mirati, una visione strategica lungimirante e un forte impegno verso l’innovazione, il porto di Augusta è pronto a diventare un nodo logistico cruciale per il Mediterraneo, contribuendo al rafforzamento dell’export siciliano e alla creazione di nuove opportunità per le imprese locali.
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Porti Siciliani 4.0: al via i lavori con un finanziamento di 22 milioni di euro

Palermo, 18 febbraio 2021 – L’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale ha siglato una concessione del valore di oltre 22 milioni di euro, utilizzando la formula del project financing, con il raggruppamento di imprese costituito da Free Energy Saving, Luxmaster e Free Energia. Queste società, rappresentate da Pasquale Ionta, CEO di Free Energy Saving, e Felice Catapano, co-fondatore di Luxmaster, sono specializzate nella progettazione e sviluppo di soluzioni innovative nei settori delle smart city, della sostenibilità e dell’economia circolare.
Il progetto, denominato “Smart Port”, ha l’obiettivo di migliorare i servizi e l’efficienza energetica dei porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, introducendo tecnologie innovative smart e IoT (Internet of Things). Il presidente dell’AdSP, Pasqualino Monti, ha delineato questo schema nel piano industriale per le aree portuali della Sicilia occidentale, con tre obiettivi principali: riqualificare le aree per attrarre più traffico, costruire e mantenere efficienti le infrastrutture, e raggiungere emissioni zero entro vent’anni.
“Con questo progetto, siamo pionieri nel processo di transizione energetica,” afferma Monti. “Stiamo tracciando una rotta che ci vede precursori di azioni concrete e immediate per rendere i porti della Sicilia occidentale sostenibili e smart attraverso innovazione, digitalizzazione dei sistemi logistici portuali, efficienza energetica degli scali e energie rinnovabili. Con questa iniziativa, mettiamo al centro della nostra azione il tema della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica, strumenti imprescindibili per lo sviluppo e la crescita economica”.
Sviluppo del Progetto
Il progetto prevede, tra le varie componenti, l’installazione di una “Control Room” al porto di Palermo, che fungerà da presidio per il sistema di videosorveglianza, anche da remoto, delle quattro aree portuali. Il progetto punta all’integrazione e all’ammodernamento dell’attuale datacenter locale, attraverso la fornitura di nuovi armadi rack, switch core, firewall, server e sistemi di storage, finalizzati alla sicurezza perimetrale e di processo, conformemente alle normative di settore relative al trattamento dati.
Inoltre, per informare e orientare i visitatori, è prevista la realizzazione di una piattaforma digitale di wayfinding e digital signage, che, attraverso un’app disponibile per iOS e Android e almeno sei totem interattivi touch-screen posizionati lungo il percorso di uscita dal porto verso la città, proporrà ai turisti gli eventi organizzati sul territorio.
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Palermo, il porto continua a crescere e i numeri lo confermano
Palermo, 22 dicembre 2020 – Quest’anno è stato eccezionale per il sistema economico regionale e nazionale, a causa dell’emergenza sanitaria. Nonostante le difficoltà, gli investimenti e le iniziative per il potenziamento delle infrastrutture portuali della Sicilia Occidentale non sono stati abbandonati, vediamo le principali opere.
Investimenti e Crescita del Porto di Palermo
Gli imprenditori del mare hanno continuato a investire nelle infrastrutture, nonostante la pandemia da Covid-19. Monti ha sottolineato come il porto di Palermo abbia registrato una crescita significativa nel trasporto ro-ro (merci rotabili). Il Gruppo Grimaldi, operatore di eccellenza, ha investito molto, rendendo giornaliera la tratta mista merci/passeggeri per Livorno. Questo permetterà di chiudere il 2020 con risultati positivi rispetto al 2019, nonostante la pandemia.
L’intervento al porto di Palermo ha liberato spazi e destinato la parte nord del porto al traffico ro-ro, mentre la parte sud, quella trapezoidale, è oggetto di una grande riqualificazione. Monti ha evidenziato come sia importante incrementare i traffici con porti extra Schengen, come quelli algerini, per diversificare le destinazioni.
Progetti per Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle
Il porto di Termini Imerese è in fase di infrastrutturazione, con il completamento del molo di sottoflutto e lavori di dragaggio. Entro la metà del 2022, il porto sarà pronto ad accogliere nuovi traffici. A Trapani, il dragaggio è quasi concluso, mentre Porto Empedocle si sta destinando al traffico rotabili, con un deposito di GNL già autorizzato che consentirà un vero sviluppo industriale.
Il Ruolo di Fincantieri e l’Industria Navale
Il porto di Palermo è anche un importante polo industriale. Monti ha spiegato che uno degli obiettivi è creare infrastrutture moderne e adeguare l’industria esistente. Fincantieri, che ha prodotto tronconi e allungamenti di navi negli ultimi anni, potrà ora costruire navi complete grazie a un investimento di 150 milioni di euro. Questo progetto permetterà di incrementare il numero di occupati e stabilizzare l’occupazione.
Rapporti con le Istituzioni
Monti ha elogiato i rapporti con l’amministrazione comunale e regionale, sottolineando come la collaborazione sia stata fondamentale per il successo dei progetti portuali. Il Presidente Musumeci e il Sindaco Orlando hanno supportato le iniziative di sviluppo, contribuendo al grande valore aggiunto che questi progetti porteranno alla Sicilia e ai siciliani.
Il Futuro del Porto di Palermo e le Autostrade del Mare
Il rilancio del porto di Palermo è cruciale per l’affermazione della Sicilia come piattaforma logistica integrata nel Mediterraneo. La continua collaborazione con i principali operatori marittimi e gli investimenti nelle infrastrutture hanno migliorato l’offerta di servizi di trasporto merci, incrementando le destinazioni e la qualità dei servizi