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Approvato il Piano Regolatore del Porto di Catania: 23 favorevoli, tra sorprese e diverbi

Catania, 24 marzo – Con 23 consiglieri favorevoli, un astenuto e due contrari, il Consiglio Comunale di Catania ha approvato il Piano Regolatore del Porto della città etnea. La votazione è avvenuta durante le sedute del 20 e 21 marzo, presiedute da Sebastiano Anastasi, che hanno visto accesi dibattiti tra maggioranza e opposizione, con numerosi confronti e qualche sorpresa.
Una delle principali sorprese è arrivata dal capogruppo del Partito Democratico, Maurizio Caserta, ex candidato sindaco del fronte progressista, che si è discostato dalla linea del suo gruppo e dei colleghi del Movimento 5 Stelle, esprimendo un voto favorevole al Piano Regolatore Portuale (Prp). La sua scelta ha sorpreso, ma non stupito.
Anche all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Enrico Trantino non sono mancati colpi di scena. Il gruppo di MpA – Grande Catania, uno dei più influenti a “Sala Verga”, ha scelto di disertare l’aula. Pina Alberghina, coordinatrice del gruppo, ha commentato prima della seduta finale: “A poche ore dalla votazione, riteniamo necessario un aggiornamento del piano, affinché la pianificazione sia più coerente con la realtà”.
Alberghina ha poi evidenziato una criticità rilevante: la previsione della darsena turistica, che secondo alcuni esperti risulterebbe irrealizzabile a causa di una recente concessione demaniale per un’area del Molo Crispi, destinata al traffico ro-ro/ro-pax. Questa concessione renderebbe incompatibile la realizzazione della darsena turistica prevista nel piano.
La coordinatrice ha concluso sottolineando la necessità di un nuovo confronto in consiglio comunale: “È fondamentale che i consiglieri si confrontino su questa incongruenza, affinché le decisioni siano consapevoli e orientate allo sviluppo reale del porto”. Nonostante le critiche, ha ribadito il sostegno al sindaco Trantino, chiedendo spazio per il dialogo e il confronto democratico.
Dal lato dell’opposizione, il parere è stato decisamente negativo. I consiglieri del Movimento 5 Stelle, Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, hanno definito il Piano Regolatore Portuale come un fallimento: “Quello che avrebbe dovuto essere un progetto di sviluppo innovativo per il porto di Catania si è trasformato nell’ennesima cementificazione del nostro mare”, hanno commentato. Secondo loro, il piano si limita a cristallizzare l’attuale configurazione del porto, amplificando i suoi difetti anziché proporre soluzioni lungimiranti. “Il progetto doveva puntare a spostare gradualmente la zona commerciale ad Augusta, recuperando spazi per un vero porto turistico integrato con la città”, hanno aggiunto. Tuttavia, i due consiglieri hanno accolto positivamente l’approvazione di due emendamenti che proteggeranno la scogliera D’Armisi e la foce del fiume Acquicella, impedendo ulteriori cementificazioni in quelle aree.
Posizione contrastante, invece, da parte di Piermaria Capuana, capogruppo di Forza Italia, che ha celebrato l’approvazione del piano come un “punto di svolta”: “Questa non è solo un’approvazione amministrativa, ma una scelta di campo”, ha dichiarato. Capuana ha sottolineato la necessità di abbracciare il cambiamento e di guardare al futuro, esprimendo fiducia nelle potenzialità del porto di Catania come hub strategico nel Mediterraneo. “Abbiamo scelto di essere costruttori, non oppositori. Catania ha bisogno di scelte coraggiose, non di nostalgie”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di agire concretamente per lo sviluppo della città.
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Rifornimento delle Navi a Palermo senza Inquinare: Amg e Gnv Studiano Soluzioni Sostenibili

Amg Energia e Grandi Navi Veloci (Gnv) stanno esplorando possibili sinergie per permettere il rifornimento di navi a gas naturale liquefatto (Gnl) nel porto di Palermo.
L’incontro, avvenuto a Genova tra il presidente di Amg, Francesco Scoma, e l’amministratore delegato di Gnv, Matteo Catani, ha posto le basi per studi di fattibilità e soluzioni impiantistiche che potrebbero ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo.
L’uso del Gnl, un carburante che riduce significativamente le emissioni di CO2, ossidi di azoto, zolfo e particolato, rappresenta una risposta alle preoccupazioni sulla qualità dell’aria nel porto di Palermo, una delle zone più inquinate della città. Amg, con la sua esperienza nella gestione di impianti a gas naturale, si è dichiarata disponibile a contribuire a sviluppare tecnologie anche replicabili in altri porti.
Il progetto include anche la pratica del “cold ironing”, che permetterebbe di spegnere i motori delle navi in sosta, riducendo ulteriormente le emissioni. Scoma ha sottolineato l’importanza di collaborare con Gnv per rendere il porto di Palermo più sostenibile e migliorare la qualità dell’aria.
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Schifani: “Porti strategici per lo sviluppo della Sicilia. Grazie a Monti per il lavoro svolto”
«L’Autorità portuale di Palermo ha dimostrato in questi anni, grazie alla gestione di Pasqualino Monti, di avere una marcia in più. È cambiata la mobilità portuale, sono aumentati i flussi crocieristici e la città si è riappropriata del suo mare. Il mandato di Monti, purtroppo, scadrà a luglio: se dipendesse da me lo confermerei in eterno, ma sicuramente continueremo il progetto di riqualificazione della costa, soprattutto nella parte che prevede la bonifica della zona Sperone. La Regione, come sempre, farà la sua parte». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo al convegno “Noi, il Mediterraneo” che si è tenuto questa mattina al Marina Yachting del molo trapezoidale di Palermo, organizzato dall’Autorità portuale. Schifani ha parlato anche dello sviluppo delle altre infrastrutture portuali siciliane, da Termini Imerese ad Augusta, e delle opportunità che rappresentano per la crescita dell’Isola. «Sul porto di Termini Imerese abbiamo investito 30 milioni di euro del Fsc perché la mobilità marina in quell’area va integrata con il territorio anche in funzione dell’operazione Pelligra. Termini può essere un hub internazionale per l’esportazione delle nostre produzioni». Il presidente della Regione ha, inoltre, ricordato la scelta del porto di Augusta come base strategica prioritaria per l’energia prodotta da impianti eolici marini galleggianti. «La Sicilia ha vinto – ha detto – Augusta riceverà significativi investimenti statali e regionali per conseguire un obiettivo di ammodernamento che è nazionale ed europeo. Ne verranno straordinarie opportunità per lavoro, specializzazioni, nuove imprese a supporto della sfida più complessa della transizione ecologica: la produzione di energia attraverso l’eolico marino galleggiante. Sono certo che la cooperazione istituzionale che ha consentito a Palermo di riappropriarsi del proprio grande porto e alla Sicilia di conquistare con Augusta uno dei porti prioritari per la transizione ecologica, possa costituire non solo un riferimento di buona amministrazione in Italia e all’estero, ma soprattutto un concreto snodo per la Sicilia del futuro».
Comunicato della Presidenza delle Regione Siciliana del 10 dicembre 2024
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Il Porto di Trapani Cresce: Nuova Gru e Banchina Ronciglio Inutilizzata

Trapani, 25 gennaio 2025 – Il porto di Trapani segna un passo avanti con l’installazione di una gru Gotwald da 100 tonnellate sulla banchina Ronciglio Est, che migliorerà l’efficienza operativa e consentirà l’accoglimento di navi commerciali di diverso tipo. Questo investimento contribuirà a decongestionare la banchina Isolella, aumentando la competitività del porto e stimolando l’economia della Sicilia occidentale, con nuove opportunità di lavoro.
Parallelamente, è in fase di progettazione la sostituzione del ponte sul Canale di Mezzo, che supporterà una portata di 400 tonnellate, migliorando ulteriormente l’efficienza portuale. L’obiettivo è di operare contemporaneamente con più navi e squadre, aumentando la velocità operativa complessiva.
Tuttavia, il presidente di Riccardo Sanges & C. S.r.l., Gaspare Panfalone, denuncia l’inefficienza della banchina Ronciglio, completata da oltre 15 anni ma ancora inutilizzata. Nonostante l’importante investimento pubblico, la banchina resta fermo, causando danni economici significativi per la città e il porto. Panfalone sollecita un tavolo tecnico urgente con le istituzioni per garantire l’attivazione della banchina, essenziale per lo sviluppo del porto e dell’economia locale.
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La rinascita del porto di Palermo con Pasqualino Monti: investimenti per 600 milioni e un boom di crocieristi

Palermo, 20 dicembre 2024 – Il porto di Palermo ha vissuto una vera e propria trasformazione negli ultimi sette anni, grazie alla guida di Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Con investimenti che hanno superato i 600 milioni di euro, il traffico crocieristico è più che raddoppiato: dai 400.000 croceristi del 2017 si prevede che alla fine dell’anno si raggiungano 1,1 milioni. Un cambiamento significativo, che Monti riassume così: “Il Pil dell’Authority è cresciuto di 45 volte, e solo lo scorso anno abbiamo generato un utile di 27 milioni su un volume d’affari di 700 milioni.”
Ma il bilancio di Monti non si ferma ai numeri: “Abbiamo ricostruito l’infrastruttura portuale, puntando su opere di grande rilevanza, dalla creazione di terminal efficienti alla valorizzazione delle strutture ricettive.” Il porto oggi non è più un luogo separato dalla città, ma un “luogo vivo” che “dialoga con la comunità” e “con il Mediterraneo e il mondo”. Questo cambiamento è stato visibile soprattutto con il progetto del Molo Trapezoidale, dove è stato realizzato il Palermo Marina Yachting, un’area che ha trasformato un angolo di degrado in un polo di sviluppo.
La gestione di Monti ha coinvolto e unito diverse forze politiche, da Leoluca Orlando a Renato Schifani, portando a un’ulteriore riqualificazione dell’area portuale. Grazie agli investimenti in infrastrutture, sono stati creati cinque terminal in quattro porti siciliani, tra cui un terminal per aliscafi e crociere a Palermo, insieme a un molo che ora può ospitare fino a 14 mega yacht.
“Questa trasformazione non è solo un’operazione infrastrutturale, ma un cambiamento nell’identità della città. Il porto non è più un’entità isolata ma parte integrante del tessuto urbano”, spiega Monti. E i risultati sono tangibili anche nei numeri: oltre un miliardo di euro di investimenti, di cui 600 milioni destinati a Palermo, con la demolizione di edifici fatiscenti per 30.000 metri cubi, dragaggi per 30 milioni di euro e il recupero di 50.000 metri quadrati di aree portuali.
Monti non si ferma e guarda al futuro: “Il nostro porto può arrivare a un traffico di due milioni di crocieristi. Il mercato cresce e la domanda è in aumento. Ci sono ancora enormi potenzialità da sfruttare.” E con la riqualificazione del Molo Sud, in programma nuove strutture e percorsi ciclo-pedonali, il progetto del porto di Palermo diventa sempre più integrato con la città e la sua offerta turistica.
La sfida ora è continuare su questa strada, affinché Palermo possa continuare a crescere come punto di riferimento per il Mediterraneo, con un porto che non solo accoglie, ma ispira nuove possibilità per il futuro.
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Palermo punta a diventare un hub navale strategico per il Mediterraneo
Palermo 26 settembre 2024 – Il nuovo bacino di carenaggio in costruzione a Palermo, il cui progetto è già in fase di realizzazione, avrà un impatto decisivo sul settore navale della città, creando un polo di eccellenza per la costruzione di grandi navi. Questa infrastruttura, che si inserisce nel piano di sviluppo del polo navale di Palermo gestito da Fincantieri, avrà un impatto positivo sull’occupazione, accrescendo la competitività del cantiere e consolidando il suo ruolo di riferimento a livello nazionale. Luca Lupi, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale (Adsp) della Sicilia Occidentale, conferma con entusiasmo le potenzialità di questa opera, parlando di un “percorso che trasformerà Palermo in un hub per il nuovo sistema portuale del Mediterraneo”.
Lupi spiega che Fincantieri ha previsto ulteriori investimenti per potenziare l’infrastruttura e incrementare l’occupazione, permettendo a molti lavoratori metalmeccanici, che attualmente operano nei cantieri del Nord Italia, di tornare a casa. Grazie ai 150 milioni di euro già stanziati tra fondi statali e regionali, il nuovo bacino di carenaggio contribuirà a rafforzare ulteriormente il cantiere di Palermo, che vanta una forza lavoro altamente qualificata e specializzata nella lavorazione dell’acciaio. “L’opera non solo garantirà migliaia di posti di lavoro nell’edilizia, ma avrà un grande impatto sull’economia locale, con un forte sviluppo anche per l’indotto”, sottolinea Lupi.
Il progetto di interfaccia porto-città: un volano per il turismo e l’economia locale
Parallelamente, l’Autorità di Sistema Portuale ha avviato un progetto di riqualificazione urbana volto a connettere meglio il porto con la città, un intervento che mira a valorizzare il waterfront di Palermo. “La rivitalizzazione dei lungomari e la creazione di spazi pubblici integrati con il porto rappresentano una grande opportunità per il turismo e la qualità della vita cittadina”, afferma Lupi. A breve, nel 2025, sarà completato il primo stralcio di questo progetto, che prevede una radicale trasformazione dell’area portuale e un miglioramento significativo della viabilità. La progettazione di questo intervento è stata realizzata attraverso un concorso internazionale, con un focus sul rinnovamento urbano sostenibile e la ricostruzione dell’identità marittima della città. “Sarà un nuovo punto di accesso per cittadini e turisti, che favorirà una maggiore fruibilità del mare e un miglioramento dell’accesso alla città”, spiega Lupi.
L’opera è finanziata con fondi europei attraverso il programma Connecting Europe Facility (CEF), uno degli strumenti principali dell’UE per promuovere la competitività industriale, la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Il progetto, dal costo complessivo di circa 40 milioni di euro, si inserisce in una strategia a lungo termine di valorizzazione del porto e della città.
Trapani: riammodernamento e rigenerazione urbana
Anche Trapani sta vivendo una fase di trasformazione. Lupi sottolinea come la città stia investendo in due settori cruciali: i dragaggi e la riqualificazione del waterfront. I dragaggi sono fondamentali per migliorare la sicurezza delle operazioni portuali, con interventi che riguardano l’imbocco del porto, il canale di ingresso e il terminal degli aliscafi, dove i fondali saranno approfonditi per garantire l’accesso a navi di maggiore stazza.
Il progetto di riqualificazione del waterfront trapanese ha un forte impatto sulla storia e sull’economia della città. “Si tratta di una vera e propria rigenerazione urbana”, afferma Lupi. “Il piano mira a eliminare il degrado, recuperare aree industriali dismesse e rilanciare settori economici chiave come la piccola cantieristica, la pesca e il mercato del pesce. Inoltre, la riqualificazione favorirà un miglioramento delle relazioni sociali e culturali, offrendo alla città nuove opportunità di crescita”.
I nuovi sviluppi per i porti siciliani: un ruolo sempre più centrale nel Mediterraneo
L’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulle reti di trasporto, che rafforza il posizionamento dei porti siciliani, segna un passo importante per la competitività dell’Italia nel Mediterraneo. Lupi osserva che con questo nuovo quadro normativo, l’Italia ha l’opportunità di riaffermare il proprio ruolo strategico nella regione, insieme ad altri paesi mediterranei come Grecia, Spagna e Francia. “Porto Empedocle, in particolare, è stato incluso nella rete core dell’UE, accanto ai porti di Palermo e Termini Imerese. Questo riconoscimento rafforza ulteriormente la posizione della Sicilia”, afferma Lupi.
La Sicilia, quindi, si prepara a diventare sempre più un punto di riferimento per il trasporto marittimo e la logistica internazionale. “Abbiamo già presentato diverse proposte progettuali alla Commissione Europea, in collaborazione con altri partner mediterranei, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dai finanziamenti europei”, conclude Lupi. “Nei prossimi anni, i porti della Sicilia occidentale avranno un ruolo sempre più centrale, sia in chiave nazionale che internazionale, e la partnership con altri scali portuali europei ne aumenterà la visibilità e la competitività”.
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Palermo lancia il concorso internazionale per il progetto di riqualificazione del waterfront urbano

Palermo, 10 settembre 2024 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo hanno pubblicato il bando per un concorso internazionale di idee volto alla progettazione di una porzione del waterfront urbano della città. L’obiettivo del progetto è promuovere una migliore integrazione tra le funzioni portuali e quelle urbane, dando nuova vita a un’area strategica della città.
L’area d’intervento è suddivisa in quattro ambiti progettuali distinti:
- Molo Sud: destinato alla nautica da diporto e ai club nautici.
- Foro Umberto I: un’area che deve valorizzare il paesaggio urbano in connessione con il mare.
- Sant’Erasmo: un ambito che prevede l’utilizzo del porto come spazio per attività sportive legate all’acqua.
- Parco della Foce: un’area che integra la natura come elemento progettuale per il paesaggio costiero e fluviale.
I partecipanti al concorso sono chiamati a sviluppare una proposta progettuale che rispetti le linee guida del bando, con l’obiettivo di identificare le soluzioni più innovative ed efficaci. Una commissione giudicatrice selezionerà le quattro migliori proposte, assegnando anche una menzione speciale a tre altrettante proposte meritevoli, alle quali verrà riconosciuto un rimborso spese di 5.000 euro ciascuna.
Il concorso prevede un montepremi complessivo di 165.000 euro, suddiviso come segue: 80.000 euro al primo classificato, 40.000 euro al secondo, 20.000 euro al terzo e 10.000 euro al quarto.
Un progetto per il futuro di Palermo
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pasqualino Monti, ha sottolineato l’importanza del concorso, affermando: «Palermo guarda al futuro, e lo fa proprio dal waterfront, restituendo alla città aree che in passato erano precluse. In questo modo, la dimensione del porto, che storicamente è stata separata dalla città, si trasforma in una nuova dimensione urbano-portuale».
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha aggiunto che «il fronte a mare è uno degli assi fondamentali del nuovo Piano Urbanistico Generale. È un’area che deve diventare un punto di riferimento per lo sviluppo della città, unendo il porto e la città in un unico sistema integrato».
Per l’assessore alla Rigenerazione Urbana, Maurizio Carta, «questo concorso rappresenta una parte importante di una strategia di rigenerazione e sviluppo per Palermo. Si tratta di un’opportunità unica per avviare una riflessione a livello internazionale su un’area preziosa che dialoga con due dei principali elementi identitari della città: il porto e il centro storico».
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Il porto di Sciacca passa all’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale: “È un momento storico”
Sciacca,9 luglio 2024 – Il Porto di Sciacca passa sotto la gestione dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale: “Un momento storico”, dice il sindaco Termine
Il porto di Sciacca è ufficialmente passato sotto la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, un passaggio che rappresenta una pietra miliare per la città. La notizia è stata annunciata con soddisfazione dal sindaco Fabio Termine e dall’assessore Francesco Dimino, che si trovano in visita a Palermo per celebrare questo importante traguardo. L’accordo è stato sancito con la firma di una convenzione tra l’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana e l’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale.
“Grazie al continuo impegno del deputato Michele Catanzaro, dell’ex vice sindaco Gianluca Fisco e dell’assessore Francesco Dimino, siamo riusciti a ottenere questo risultato che segnerà una svolta per il nostro porto”, ha dichiarato con entusiasmo l’amministrazione comunale.
Un passo storico per Sciacca
“Il passaggio del porto di Sciacca all’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale rappresenta un momento storico per la nostra città”, ha affermato il sindaco Fabio Termine. “Questo cambiamento porterà concreti benefici alla nostra comunità, aprendo nuove opportunità di sviluppo economico e permettendo un miglioramento significativo delle infrastrutture portuali. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per raggiungere questo importante obiettivo.”
L’assessore Francesco Dimino ha aggiunto: “La firma di questa convenzione segna una svolta epocale per il porto di Sciacca. Ora il nostro porto potrà contare sul supporto progettuale ed economico dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale, il che aprirà la porta a investimenti cruciali. Il settore della pesca e quello del turismo diportistico, in particolare, avranno nuove possibilità di crescita. In questi mesi abbiamo lavorato fianco a fianco con l’Autorità Portuale e abbiamo apprezzato la grande disponibilità e collaborazione dimostrate. Siamo fiduciosi che questo nuovo accordo segnerà l’inizio di un futuro prospero per Sciacca.”
Il futuro del porto: i prossimi passi
Il prossimo passo sarà un sopralluogo congiunto tra il Demanio Marittimo e l’Autorità Portuale per la firma del verbale di consegna, che segnerà ufficialmente il passaggio di gestione del porto.

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Per Monti: “non solo merci: l’energia è il nuovo motore dei porti”
Palermo, 29 maggio 2024 – “La sostenibilità non è un vincolo astratto, ma una risorsa fondamentale per affrontare le sfide che ci attendono”, afferma Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. “Nel settore della costruzione navale, il tema della sostenibilità è ormai al centro del dibattito. Gli armatori sono sempre più consapevoli dell’importanza di ridurre l’impatto ambientale delle loro flotte, e questa attenzione è palpabile ogni giorno. Grazie all’innovazione tecnologica e alla crescente responsabilità degli armatori, l’industria si sta evolvendo, diventando sempre più ecosostenibile”.
“In tutti i consessi associativi armatoriali, il tema centrale, rispetto all’industria della costruzione delle navi, è quello della sostenibilità del naviglio. L’attenzione degli armatori su questi temi è tangibile, si percepisce quotidianamente: la tecnologia dà una grande mano e il senso di responsabilità degli armatori va apprezzato”
Monti sottolinea l’importanza di estendere questo impegno non solo al settore navale, ma anche alle infrastrutture portuali. “Le infrastrutture a terra sono cruciali per la sostenibilità complessiva dei porti. A Palermo, abbiamo iniziato molto prima del PNRR con il progetto ‘Smart Port’, focalizzandoci sull’autosufficienza energetica dei nostri scali attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. Questo impegno ha riguardato i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, che all’epoca erano sotto la nostra giurisdizione, e ora si è esteso anche ai porti di Licata, Gela e Sciacca, che sono stati aggiunti successivamente”.
Un progetto di grande portata
Il progetto “Smart Port” ha portato alla creazione di un partenariato pubblico-privato con due grandi aziende del settore, con l’obiettivo di rendere i porti siciliani a emissioni zero entro il 2026-2028. Un investimento significativo di 22 milioni di euro su un arco temporale di ventidue anni. “Abbiamo messo in campo una strategia innovativa per costruire, in anticipo sui tempi, una vera e propria comunità energetica portuale. Ci siamo concentrati sullo sviluppo di impianti a fonti rinnovabili e sull’implementazione delle infrastrutture digitali necessarie per abilitare queste comunità energetiche”, spiega Monti. “Oggi, consideriamo i porti non solo come luoghi di transito, ma come veri e propri hub energetici, in grado di produrre e consumare energia in modo sostenibile”.
Il futuro energetico dei porti: un approccio sistemico
In merito alle azioni future per rendere il settore portuale ancora più “verde”, Monti è chiaro. “Spesso si parla di soluzioni parziali, come l’elettrificazione delle banchine, senza considerare il contesto più ampio. L’elettrificazione può essere utile a livello locale, ma non è la panacea per i problemi ambientali se l’energia che utilizziamo proviene ancora da fonti fossili. La vera soluzione è adottare una politica energetica nazionale che consideri l’intero sistema Paese. L’Italia ha bisogno di una strategia energetica che includa fonti rinnovabili, nucleare e altre soluzioni innovative, per diventare autosufficiente e ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili”, afferma il presidente dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale. “È arrivato il momento di smettere di fare promesse parziali e di affrontare la questione in modo serio e sistemico, come finalmente sembra stia accadendo”.
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Porto di Palermo: dal 1° luglio 2024 attivo il Port Community System (PCS)

Palermo, 28 maggio 2024 – A partire dal 1° luglio 2024, il Porto di Palermo adotterà ufficialmente il Port Community System (PCS), un sistema informatico che semplifica e velocizza la gestione delle operazioni portuali. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, con il supporto di Infoera – Circle Group, ha presentato oggi questa innovativa soluzione digitale alla comunità portuale, annunciando che l’uso del PCS diventerà obbligatorio per tutti gli operatori portuali.
Un sistema per semplificare le operazioni
Il PCS è un sistema informatico che gestisce il traffico di navi, mezzi e merci in porto, facilitando la comunicazione tra le varie autorità e operatori del settore, come le dogane, la Capitaneria di Porto e l’Istat. Grazie alla sua capacità di interagire automaticamente con i sistemi delle pubbliche amministrazioni, il PCS riduce la necessità di comunicazioni ripetitive e accelera i processi legati alla sicurezza, logistica e dogana. Questo si traduce in una maggiore efficienza per gli agenti, spedizionieri, autotrasportatori e le autorità coinvolte.
Un progetto sostenuto dal PNRR
L’adozione del PCS è stata possibile grazie a un finanziamento di 1 milione di euro ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito di un bando nazionale per lo sviluppo dei sistemi informatici portuali. Il progetto è iniziato con l’adozione del software SINFOMAR, già utilizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, e prevede una progressiva implementazione del sistema a Palermo, come parte della strategia di digitalizzazione dei porti italiani.
I vantaggi per il porto di Palermo
Luca Lupi, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, ha sottolineato come questo traguardo segni un importante passo verso la modernizzazione e la competitività del porto di Palermo. “Il PCS è un ulteriore passo verso l’innovazione tecnologica, che contribuirà a sviluppare la logistica e a rendere più efficienti le operazioni portuali”, ha dichiarato Lupi, ringraziando il team dell’AdSP per l’impegno nella realizzazione del progetto.
Donato Liguori, direttore della Direzione Generale per i porti del MIT, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti: “È un grande successo vedere come il sistema portuale italiano stia rispondendo agli obiettivi di digitalizzazione e interoperabilità, accelerando così la competitività del nostro Paese”.
Un percorso di collaborazione
Luca Abatello, presidente di Infoera e CEO di Circle Group, ha ricordato l’importanza della collaborazione tra le diverse autorità portuali e le aziende tecnologiche, sottolineando come il modello SINFOMAR sia stato un punto di partenza per la realizzazione del PCS a Palermo.