• Certificazioni ISO per l’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale: riconoscimento a qualità e sostenibilità

    Palermo, 18 aprile 2025 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha ottenuto le prestigiose certificazioni ISO 9001 (qualità dei processi gestionali) e ISO 14001 (sostenibilità ambientale), rilasciate da DNV, uno dei principali enti di certificazione a livello globale.

    I riconoscimenti sono stati consegnati al segretario generale Luca Lupi da Gregorio Orlandi e Michele Intreccialagli di DNV, e rappresentano un traguardo significativo per l’intero sistema portuale, sempre più orientato verso efficienza operativa, innovazione e rispetto dell’ambiente.

    “Queste certificazioni sono il risultato di un lavoro corale, che premia la nostra visione strategica e il dialogo con gli stakeholder”, ha commentato Lupi. “Continueremo a investire in digitalizzazione, sostenibilità e infrastrutture, per rafforzare il ruolo dei nostri porti come motore di crescita per la Sicilia”.

    Anche Massimo Alvaro, AD di DNV Business Assurance Italy, ha sottolineato l’importanza del risultato: “Attesta la capacità dell’Autorità di rispondere alle sfide globali con una gestione solida e sostenibile, diventando un modello di eccellenza nel Mediterraneo”.

    Con volumi in crescita e nuovi progetti in cantiere, i porti di Palermo, Trapani, Termini Imerese, Porto Empedocle, Licata e Gela si confermano nodi strategici di sviluppo economico e culturale, integrati in una rete moderna e competitiva.

    -Foto ufficio stampa AdSP del Mare di Sicilia occidentale

  • Palermo lancia il concorso internazionale per il progetto di riqualificazione del waterfront urbano

    Palermo, 10 settembre 2024 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo hanno pubblicato il bando per un concorso internazionale di idee volto alla progettazione di una porzione del waterfront urbano della città. L’obiettivo del progetto è promuovere una migliore integrazione tra le funzioni portuali e quelle urbane, dando nuova vita a un’area strategica della città.

    L’area d’intervento è suddivisa in quattro ambiti progettuali distinti:

    • Molo Sud: destinato alla nautica da diporto e ai club nautici.
    • Foro Umberto I: un’area che deve valorizzare il paesaggio urbano in connessione con il mare.
    • Sant’Erasmo: un ambito che prevede l’utilizzo del porto come spazio per attività sportive legate all’acqua.
    • Parco della Foce: un’area che integra la natura come elemento progettuale per il paesaggio costiero e fluviale.

    I partecipanti al concorso sono chiamati a sviluppare una proposta progettuale che rispetti le linee guida del bando, con l’obiettivo di identificare le soluzioni più innovative ed efficaci. Una commissione giudicatrice selezionerà le quattro migliori proposte, assegnando anche una menzione speciale a tre altrettante proposte meritevoli, alle quali verrà riconosciuto un rimborso spese di 5.000 euro ciascuna.

    Il concorso prevede un montepremi complessivo di 165.000 euro, suddiviso come segue: 80.000 euro al primo classificato, 40.000 euro al secondo, 20.000 euro al terzo e 10.000 euro al quarto.

    Un progetto per il futuro di Palermo

    Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pasqualino Monti, ha sottolineato l’importanza del concorso, affermando: «Palermo guarda al futuro, e lo fa proprio dal waterfront, restituendo alla città aree che in passato erano precluse. In questo modo, la dimensione del porto, che storicamente è stata separata dalla città, si trasforma in una nuova dimensione urbano-portuale».

    Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha aggiunto che «il fronte a mare è uno degli assi fondamentali del nuovo Piano Urbanistico Generale. È un’area che deve diventare un punto di riferimento per lo sviluppo della città, unendo il porto e la città in un unico sistema integrato».

    Per l’assessore alla Rigenerazione Urbana, Maurizio Carta, «questo concorso rappresenta una parte importante di una strategia di rigenerazione e sviluppo per Palermo. Si tratta di un’opportunità unica per avviare una riflessione a livello internazionale su un’area preziosa che dialoga con due dei principali elementi identitari della città: il porto e il centro storico».

  • Iniziati i lavori del nuovo waterfront: Palermo cambia volto

    Palermo, 1 giugno 2020 – Per riconfigurare integralmente il waterfront del Porto di Palermo, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha affidato i lavori di demolizione di sette immobili che ostacolano la vista del mare, escludendo le palazzine che ospitano la Capitaneria di Porto e l’Agenzia delle Dogane, situate in corrispondenza del Varco Sammuzzo.

    La gara d’appalto è stata vinta dalla “Patriarca Group srl” di Comiso, che ha offerto un ribasso del 38,789% su una base d’asta di 674.610 euro, oltre a 9.387 euro per gli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. I lavori, che prevedono la pavimentazione dell’area, dovranno concludersi entro 120 giorni dalla data di consegna. Saranno demoliti l’ex sala pompe, il magazzino frigo, il locale ormeggiatori, gli uffici GNV, il deposito bagagli, l’ex “bar del porto” e il basamento del capannone “Atlantica” per una superficie complessiva di 2.673 metri quadrati.

    Queste demolizioni fanno parte di un più ampio progetto di recupero del waterfront, basato sui risultati del concorso internazionale di idee bandito nel 2018 dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale per potenziare il porto di Palermo. Il progetto è stato aggiudicato al raggruppamento guidato dalla società Valle 3.0 di Roma, che include E.T.S. spa Engineering and Technical Service, De Biasio Progetti e Hipro. Il bando prevedeva la progettazione di due nuovi terminal, uno crocieristico e uno Ro-Ro, e di un edificio che funzioni da interfaccia tra la città e il porto.

  • Porti Sicilia: Palermo sconfigge la burocrazia e sblocca 45 cantieri

    Palermo, 20 dicembre 2019 – Il porto di Palermo offre un esempio clamoroso di lotta e vittoria contro la burocrazia.

    In poco più di un anno, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, presieduta da Pasqualino Monti, ha sbloccato 45 cantieri per nuove opere, completando lavori fermi da oltre vent’anni, per un valore complessivo di 645 milioni di euro, di cui 387 milioni destinati solo al porto di Palermo.

    Questo risultato ha permesso di gettare solide basi per la realizzazione di una delle più importanti basi operative del mercato crocieristico proprio in Sicilia. Il primo passo è stato compiuto con la firma dell’accordo tra due dei più grandi colossi delle crociere mondiali: Costa Crociere (del gruppo americano Carnival) e MSC Crociere (del gruppo ginevrino guidato dall’armatore Gianluigi Aponte), che gestiranno congiuntamente il nuovo impianto portuale in regime di concessione.

    La conferenza “Noi, il Mediterraneo”, svoltasi questa mattina a Villa Tasca, Palermo, ha visto la partecipazione di figure di spicco dello shipping internazionale. Durante l’evento, sono state illustrate le potenzialità e le ricadute positive che il mercato crocieristico, soprattutto grazie alle supernavi di ultima generazione, potrà garantire al territorio.

    Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, ha dichiarato: “Per noi quella odierna è una data doppiamente importante. Da un lato, siamo in grado oggi di affermare di aver risvegliato il porto di Palermo e insieme quelli di Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle, che, usciti dal letargo, sono stati capaci di tranciare le catene della burocrazia e riconquistare il ruolo di traino per l’economia e il turismo siciliano. Dall’altro, abbiamo riportato questa straordinaria e unica area al centro del Mediterraneo e degli interessi dei grandi gruppi del mercato delle crociere”.

    Monti ha anche evidenziato l’ipotesi, che sta diventando realtà, di fare del polo cantieristico di Fincantieri un centro non solo di riparazione e allungamento delle imbarcazioni, ma anche di costruzione delle grandi navi passeggeri, settore in cui Fincantieri è leader mondiale.

    Nel complesso, il progetto in atto nei porti della Sicilia occidentale ha già fatto crescere le entrate del sistema da 25 milioni di euro nel 2017 a oltre 153 milioni. Inoltre, si è registrato un notevole incremento occupazionale, con una crescita record delle giornate lavorate che ha ridotto drasticamente il ricorso alla cassa integrazione.

    Monti ha criticato duramente i danni causati dalla burocrazia, derivanti dall’equiparazione dei porti a componenti della pubblica amministrazione, sottolineando il difetto sistemico che punta a contenere il debito piuttosto che ad adottare misure per favorire lo sviluppo del PIL.

    “L’esperienza di Palermo sta dimostrando che si può fare, anche se ciò comporta per chi gestisce la cosa pubblica, e in particolare i porti, l’assunzione di rischi personali” ha affermato Monti.

    In risposta alla provocazione positiva lanciata dal Sindaco Leoluca Orlando, che aveva affermato come “Palermo possa svolgere il ruolo di Bruxelles del Mediterraneo”, Monti ha inviato un doppio segnale: “Non arrendersi al muro invalicabile eretto dalla burocrazia e non aver paura.” Palermo è pronta a “realizzare l’impossibile”.

  • Cento milioni di euro per i porti di Palermo, Termini e Trapani

    PALERMO, 19 marzo 2019 – Un investimento di oltre cento milioni di euro è in arrivo per i porti di Palermo, Termini Imerese e Trapani, destinato a sbloccare i lavori di dragaggio e messa in sicurezza. L’annuncio è stato fatto oggi dal viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, che, insieme al presidente dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, ha presentato i cantieri inseriti nel Pon 2014-2020 e riconosciuti dal tavolo centrale di coordinamento del ministero.

    “Non tutte le autorità sono così vitali come quella della Sicilia occidentale,” ha spiegato Rixi. “Siamo di fronte a investimenti importanti che si inseriscono in una politica che vede la Sicilia come un importante hub crocieristico. La Regione cresce, ma ci sono margini di miglioramento significativi. La Sicilia deve essere collegata al meglio, anche grazie al mare, e bisogna puntare sulla cantieristica, portando a Palermo importanti commesse.”

    L’attenzione è rivolta anche alla prossima visita del presidente cinese Xi Jinping e ai possibili investimenti: “Ci dicono che i cinesi siano più interessati ad altre tipologie di investimento piuttosto che ai porti, ma non siamo terra di conquista e dettiamo noi le regole,” ha continuato Rixi. “Penso che la visita del presidente cinese sia più una cortesia verso il presidente Mattarella e un modo per conoscere il Sud Italia. La Sicilia oggi si presenta con progetti su cui dialogare fra pari e i siciliani devono essere orgogliosi di questa ritrovata centralità. Non abbiamo bisogno di chi salvi il nostro Paese; la Via della Seta è un’opportunità e la Sicilia ha una centralità nel Mediterraneo che nessun altro ha.”

    I cantieri presentati oggi includono i lavori di escavo del bacino Crispi 3 di Palermo e sulla mantellata (39,3 milioni di euro), i lavori di dragaggio (35 milioni) e il completamento del molo foraneo di sopraflutto (28 milioni) a Termini Imerese, e il dragaggio e ripristino dei fondali a Trapani (20 milioni, anche se non subito a convenzione). “Parliamo di 102 milioni di euro per i quali sono già state firmate le convenzioni con il ministero e l’Europa, quindi già finanziati,” ha detto Monti. “Mentre su Trapani aspettiamo la convenzione.”

    Questi cantieri saranno decisivi anche in chiave turistica: il dragaggio del Crispi 3 consentirà di adeguare i fondali alle grandi navi (12 metri), attirando gli armatori più grandi. L’abbattimento delle gru e il nuovo piano regolatore permetteranno di presentarsi al meglio sul mercato. “Questo risultato è il frutto di una sinergia con il ministero dei Trasporti e con la Regione,” ha proseguito Monti. “Abbiamo deciso di riqualificare il porto di Palermo, trasformando la parte sud in un’area per le crociere e destinando le merci a nord, mentre Termini Imerese ospiterà sia passeggeri che merci. A Trapani ci sarà una rivoluzione con il nuovo terminal e il dragaggio, stessa cosa per Porto Empedocle dove abbiamo iniziato la progettazione esecutiva degli interventi. Ogni metro quadrato va messo a reddito.”

    L’Autorità della Sicilia occidentale, sotto la guida di Monti, conta anche sui fondi europei del Transport Call 2018, ossia 750 mila euro con cui sarà cofinanziata la progettazione esecutiva dei terminal ro-ro e il miglioramento della connessione del porto di Palermo al corridoio scandinavo-mediterraneo. “Il governo segue con attenzione l’azione entusiasta di Pasqualino Monti e dell’Autorità di sistema,” ha aggiunto l’assessore siciliano alle Infrastrutture, Marco Falcone. “Oltre a questi interventi, ci sono i fondi del Pac per i quali abbiamo presentato altri 17 progetti che serviranno per aumentare la capacità attrattiva di Palermo e non solo.”

    La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto su Fincantieri: “Consideriamo il sito di Fincantieri la vera grande industria di Palermo e della Sicilia,” ha detto Monti. “Dobbiamo restituire al cantiere le opere necessarie per farlo funzionare a pieno regime, attivando la costruzione di nuove unità navali.”

    L’Autorità portuale, sotto la guida di Monti, continua a cambiare volto: a Palermo è stata rivoluzionata la viabilità del porto e sono stati abbattuti silos ed edifici, mentre continuano a crescere i numeri di merci e passeggeri, con i croceristi che hanno sfiorato quota 600 mila unità. Un terminal ro-ro sorgerà al molo Piave e un terminal aliscafi sostituirà le gru del Sammuzzo, costruite 30 anni fa dallo Stato e mai entrate in funzione. Rinascono i porticcioli dell’Arenella e dell’Acquasanta, con i lavori su Sant’Erasmo già avviati, mentre la stazione marittima si sta rifacendo il look. Termini Imerese registra un incremento dei traffici, dopo le forti contrazioni degli anni scorsi, mentre Trapani, grazie a Corsica Ferries, sarà collegata al sud della Francia e già da quest’anno offrirà nuovi mezzi per raggiungere le Egadi.