Porti della Sicilia Occidentale, sfida a due per il dopo Monti

Palermo, 20 maggio 2025 – Con la fine del mandato di Pasqualino Monti, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale si prepara a una fase di transizione decisiva. Dopo oltre otto anni di governo, Monti lascia un’eredità importante: investimenti strategici, opere realizzate e un nuovo ruolo competitivo per i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Licata e Gela.

Ora si apre la sfida per individuare un successore all’altezza, in grado di proseguire il percorso di rilancio infrastrutturale e di rafforzare il posizionamento internazionale del sistema portuale.

La procedura di nomina

La scelta del nuovo presidente spetta al Ministero delle Infrastrutture, che propone il nome e lo sottopone all’intesa della Regione Siciliana. Seguono i pareri (non vincolanti) delle commissioni parlamentari competenti, prima della nomina ufficiale con decreto ministeriale.

Un iter delicato, visto il peso strategico del sistema portuale siciliano nell’economia del Mezzogiorno e del Mediterraneo.

Il criterio decisivo: esperienza concreta

Un recente pronunciamento del Consiglio di Stato, relativo al caso della nomina a Cagliari, ha chiarito che il presidente di un’Autorità portuale deve avere una “comprovata qualificazione” nel settore. Non bastano titoli accademici o esperienze generiche: servono competenze tecniche, esperienze specifiche in ambito portuale, logistico e infrastrutturale.

Una linea che spinge verso nomine fondate sul merito e sulla reale esperienza nel settore, più che su criteri politici o istituzionali.

Sono due i nomi che circolano con maggiore insistenza per la successione alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale: Francesco Scoma e Annalisa Tardino, entrambi espressione della Lega.

Francesco Scoma, il profilo più accreditato

Francesco Scoma, attuale presidente di AMG Energia Spa e componente del Comitato di gestione dell’Autorità Portuale, viene indicato come il candidato più forte. La sua lunga carriera politica, unita a esperienze gestionali e amministrative, lo colloca come figura di continuità e competenza. Già senatore e deputato, Scoma ha ricoperto numerosi incarichi anche a livello regionale, tra cui quelli di vicepresidente e assessore della Regione Siciliana. È stato inoltre vicesindaco di Palermo.

La sua attuale presenza nel comitato di gestione dell’ente portuale è considerata un punto di forza: conosce da vicino il funzionamento dell’autorità e le sfide del settore. Un bagaglio che risponde ai requisiti previsti dall’art. 8 della legge 84/1994, che richiede comprovate competenze manageriali e una visione strategica per chi è chiamato a guidare un’autorità portuale.

Annalisa Tardino, curriculum giuridico ma senza esperienza nel settore

Diverso il profilo di Annalisa Tardino, avvocata ed ex europarlamentare. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Palermo, con un dottorato in diritto sovranazionale e un master in diritto e management sanitario, la Tardino ha operato in ambito forense e nel settore sanitario, oltre ad aver ricoperto incarichi nel Parlamento europeo, dove si è occupata di diritti civili e salute pubblica.

Tuttavia, nel suo curriculum non emergono esperienze specifiche nei settori della portualità, dei trasporti o della logistica, né incarichi manageriali direttamente collegati alle competenze richieste dalla normativa per guidare un ente di tale rilevanza.

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